Erogatori predosati in bombolette pressurizzate
Gli erogatori pressurizzati predosati (metered dose inhalers, MDI) sono le ben note "bombolette spray" introdotte negli anni '60.
Sono erogati sotto forma di spray sia farmaci utilizzati per la terapia di fondo sia farmaci per la terapia sintomatica.
La bomboletta contiene una soluzione (o sospensione) di farmaco sotto pressione. Ogni volta che l'erogatore viene premuto emette una dose prestabilita di farmaco che esce come un fine getto aerodisperso e deve essere inalato. Gli MDI sono poco costosi, di ridotte dimensioni, leggeri e apparentemente semplici da usare. Queste sono le ragioni principali del loro successo.
Tuttavia esistono diversi problemi. Il primo è legato alle caratteristiche fisiche della modalità di erogazione: quando esce dalla bomboletta ha una velocità di 50 m/s e proprio per questa velocità il propellente evapora rapidamente cosicché le particelle diminuiscono le loro dimensioni via via che ci si allontana dall'erogatore.
Inoltre la tecnica di inalazione è probabilmente il punto più critico, infatti se non vengono seguite alla lettera alcune regole, l'erogazione risulta inefficace in quanto il farmaco rimane per la maggior parte in bocca e nelle alte vie aeree e quindi non esercita appieno le sue azioni.
Come si usa l’erogatore
- Agitare bene l’erogatore.
- Espirare a fondo, tenendo la bomboletta a circa 10 cm dalla bocca.
- Spruzzare una dose di farmaco inspirando lentamente ma il più profondamente possibile (si dovrebbero impiegare 3-4 secondi per riempire i polmoni).
- Trattenere il respiro per 10-20 secondi, quindi respirare normalmente.
Errori che possono compromettere la terapia:
- Se il paziente non agita la bomboletta prima dell’assunzione, il farmaco non si scioglie.
- La bomboletta va posta a circa 10 cm dalla bocca, se è più lontana il farmaco si disperde nell’aria, mentre se è troppo vicina, il farmaco impatta quasi tutto in bocca.
- Se un paziente non espira prima dell’erogazione, non riesce poi a inspirare profondamente.
- Se l'erogatore viene premuto prima o dopo l'inspirazione, il farmaco non arriva nei bronchi.
- Se il paziente inspira anche col naso, il flusso alla bocca può non essere sufficiente.
- Infine se dopo l’erogazione il paziente espira subito, il farmaco non si deposita abbastanza.
Per risolvere alcuni di questi problemi esistono:
- erogatori automatici, che spruzzano la dose di farmaco solo nel momento in cui il soggetto sta inspirando. Questi inalatori eliminano di fatto il problema della coordinazione, ma tutti gli altri punti della tecnica di somministrazione devono essere comunque rispettati.
- distanziatori o spaziatori a grande volume.
Il distanziatore è un tubo da interporre tra l'erogatore e la bocca. Serve a rallentare le particelle, mantenere la corretta distanza dalla bocca, trattenere sulle pareti le particelle di diametro maggiore che tenderebbero a depositarsi in bocca e a migliorare la coordinazione. Tuttavia l'uso dello spaziatore aumenta l'ingombro e riduce la praticità del dispositivo.
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