Cosa cambia per il cittadino
In alcune regioni, il farmaco più economico è il generico meno caro disponibile sul territorio regionale. In altre invece il farmaco più economico è quello meno costoso in assoluto, sempre disponibile sul territorio, anche se non si tratta di un farmaco generico.
In attesa che tutti gli enti regionali si adeguino alla nuova legislazione, verificando l'effettiva disponibilità nel proprio territorio di farmaci a più basso costo ed emanando delle "liste di trasparenza" (elenchi di farmaci rimborsabili e disponibili regionalmente), molte regioni hanno adottato il seguente provvedimento: se il farmaco meno caro non è disponibile a livello regionale, il servizio sanitario territoriale fornisce al cittadino il farmaco corrispondente, anche se più caro, assumendosi l'onere della differenza di costo.
Lazio, Campania, Lombardia, Molise, Puglia e Sicilia invece non si fanno carico della spesa. In questo caso dunque il cittadino si accolla l'aggravio di pagare la differenza.Se il medico prescrive al paziente un farmaco non interamente rimborsabile, il farmacista stesso, in accordo con il cliente, lo può sostituire con quello equivalente di prezzo minore, passato dal Servizio Sanitario Regionale.
Il medico, però, può prescrivere al paziente, qualora lo ritenga più idoneo nella cura, un farmaco di costo superiore al minimo e apporre sulla ricetta una sigla di "non sostituibilità", con la quale il farmacista non potrà cambiare il farmaco. In questo caso il paziente è costretto a pagare la differenza.
La nuova legge permette poi di introdurre dei ticket sanitari. Da febbraio, Lazio e Calabria hanno inserito il ticket di 1 euro su ogni ricetta medica. La Regione Lazio ha previsto inoltre che i medici possano prescrivere solo un farmaco per ricetta, mentre la Calabria ha previsto il limite di prescrittibilità a due farmaci.
Ancora diverso il caso della Sicilia, che ha inserito il ticket di 50 centesimi di euro per confezione, prevedendo un numero massimo di 2 medicinali per prescrizione.
Provvedimenti impopolari che probabilmente verranno presi, in futuro, anche da altre regioni.
