Approfondimento - Disturbi respiratori durante il sonno - A cura del Dott. Renato Testi Disturbi respiratori durante il sonno - Torna all'Home Page

Il sonno è un fenomeno fisiologico che consiste in una perdita della conoscenza e delle manifestazioni della vita di relazione e in un rallentamento della vita vegetativa.
Il sonno può definirsi come un susseguirsi di episodi spontanei nei quali all’assenza di attività motoria si associa una aumentata soglia di risposta dell’apparato sensoriale.
Il sonno rappresenta un’importante funzione corporea, contribuendo al mantenimento dell’equilibrio psicofisico.

I disturbi del sonno sono molto frequenti e sono associati a patologie di varia natura, infatti:
    1/3 della popolazione soffre di insonnia;
    1/2 dei pazienti con diabete, ipertensione, malattie cardiache soffre di insonnia;
    il 5% della popolazione adulta presenta la sindrome da apnea notturna di tipo ostruttivo (OSAS, dall’inglese: Obstructive Sleep Apnea Syndrome).

Le alterazioni della funzionalità respiratoria di tipo ostruttivo sono tra i disturbi più fastidiosi del sonno che, se non trattati, possono ripercuotersi negativamente sulle condizioni sociali e sulla salute di chi ne è colpito.

La sindrome da apnea notturna è la forma più frequente di disturbo respiratorio del sonno, caratterizzata dal collasso delle vie aeree superiori e da ciclici episodi di chiusura parziale dell’ipofaringe con successivi sforzi inspiratori allo scopo di riaprire il passaggio dell’aria.

La sindrome dell’apnea ostruttiva del sonno è una condizione caratterizzata da:
    russamento
    episodi ripetuti di ostruzione parziale (restringimento) o completa delle prime vie aeree,
    comparsa di sonnolenza diurna e/o alterazione delle prestazioni.

Il determinante principale della sindrome sarebbe il restringimento delle vie aeree durante il sonno causato in parte dalla riduzione degli oltre 20 muscoli faringei che normalmente mantengono pervie le vie aeree superiori durante il sonno, in parte dall’eccesso di tessuto molle, dovuto soprattutto ma non esclusivamente, al tessuto adiposo eccessivamente accumulato.

Queste alterazioni provocano ripetuti episodi notturni di collabimento parziale o completo delle vie aeree con marcata riduzione o cessazione completa del flusso d’aria. Nel primo caso si ha l’ipopnea, caratterizzata da una riduzione del flusso aereo > 50% del valore basale, possibile ipossiemia, accompagnata da un importante e persistente, ma inefficace, sforzo inspiratorio toraco-addominale che può assumere anche caratteristiche di progressività con improvvisi sblocchi del collabimento e microrisvegli (arousal) evidenziabili all’elettroencefalogramma.

Nel secondo caso invece si ha l’apnea ostruttiva con cessazione del flusso aereo, mentre persistono i movimenti toracici e/o addominali.
La Classificazione Internazionale dei Disturbi del Sonno definisce l’interruzione del flusso aereo in grado di provocare episodi di apnea o ipopnea quella che si verifica con una durata non inferiore ai 10 secondi. Si definisce Indice di Apnea-Ipopnea (AHI) il numero totale di episodi di apnea ed ipopnea per ora di sonno.
Un valore > 5/ora è anormale e può associarsi ad eccessiva sonnolenza diurna.

Altre forme di apnea notturna, meno frequenti, sono:
    Apnea centrale nel sonno,
    Apnea mista.

L’apnea centrale nel sonno è dovuta alla cessazione della respirazione conseguente a temporanea interruzione dello stimolo proveniente dal sistema nervoso centrale. Tale forma di apnea, in cui è mantenuta la pervietà delle vie aeree superiori, è spesso correlata a patologie cerebro-vascolari e scompenso cardiaco (respiro di Cheyne-Stokes). Chi ne è colpito presenta i fenomeni di arousals.
L’apnea mista è una forma di apnea notturna che inizia come centrale ma che si conclude come forma ostruttiva con un progressivo sforzo respiratorio. Viene comunque considerata come ostruttiva.

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