Approfondimento - Disturbi respiratori durante il sonno - A cura del Dott. Renato Testi Disturbi respiratori durante il sonno - Torna all'Home Page

Misure comportamentali | Ventilazione meccanica a pressione positiva | Trattamento chirurgico | Trattamento farmacologico

Misure comportamentali
Il primo gradino della terapia è il dimagrimento, infatti una riduzione di anche solo il 10% del peso corporeo sarebbe in grado di migliorare in maniera clinicamente significativa l’indice di apnea-ipopnea.


Anche la posizione del corpo influenza l’insorgere del problema: alcuni soggetti trovano beneficio modificando il decubito dalla posizione supina a quella laterale.

Tra le misure atte a migliorare la sindrome respiratoria riveste importanza anche l’igiene del sonno, intendendo con questo la messa in atto di determinati comportamenti in grado di favorire un riposo notturno. Tra i più importanti: evitare l’assunzione di alcool e sedativi, prima di coricarsi che riducono il tono muscolare delle prime vie aeree e prolungano l’apnea ritardando il risveglio, limitare il fumo o meglio ancora non fumare, coricarsi ed alzarsi in orari quanto più possibile costanti.

Ventilazione meccanica a pressione positiva
Il cardine terapeutico in caso di apnea-ipopnea ostruttiva notturna non è farmacologico ma un apparecchio che consente la ventilazione meccanica a pressione positiva continua, chiamato CPAP, acronimo di Continuous Positive Airway Pressure. Con un compressore e una speciale mascherina facciale o nasale si insuffla nel naso aria a pressione positiva costante, e ciò consente di mantenere pervie le vie aeree superiori vincendo le resistenze all’origine degli episodi di apnea-ipopnea (vedi figura 1).

E’ costituito da:
    un ventilatore che genera flussi d’aria a pressione differente (in genere da 2 a 20 cmH2O);
    una maschera nasale o facciale (oppure un circuito di tipo ADAM) contenenti un dispositivo che evita il rebreathing;
    cappuccio reggi-maschera;
    sistema di fissaggio della maschera.
Figura 1
Apertura del tratto faringeo
delle vie aeree mediante CPAP


Studi clinici controllati hanno evidenziato che la CPAP riduce significativamente rispetto a placebo la sonnolenza diurna e migliora la qualità della vita. L’effetto è piuttosto rapido: già dopo i primi giorni i pazienti ottengono buoni benefici. Una buona percentuale di pazienti accetta, anche a lungo termine, questo dispositivo, soprattutto coloro che sono colpiti dalle forme più gravi.

Non tutti però riescono a proseguire questo trattamento per i disagi che la metodica comporta: possono comparire congestione nasale, claustrofobia, abrasioni cutanee del volto, difficoltà ad aggiustare la pressione dell’aria. Avanzamenti tecnologici recenti hanno consentito di ridurre la frequenza di questi effetti indesiderati producendo mascherine nasali più confortevoli, umidificando l’aria, silenziosità degli apparecchi e migliore adattamento della pressione alle resistenze reali delle vie aeree.

Trattamento chirurgico
Il trattamento chirurgico dell’ apnea-ipopnea ostruttiva notturna è rivolto alla correzione di eventuali difetti anatomici o di anomalie ostruttive delle vie aeree superiori, generalmente indicato dal chirurgo maxillo facciale o dall'otorino. Gli interventi più frequenti sono a carico del naso e quelli di tonsillectomia, in particolare nei bambini.

Trattamento farmacologico
La sindrome da apnea-ipopnea ostruttiva notturna è una condizione clinica molto complessa che, se trascurata, può portare a conseguenze anche gravi. Poiché all’origine del russamento e degli episodi di apnea-ipopnea durante il sonno vi sono i mutamenti di funzionalità dei centri nervosi che coordinano i movimenti respiratori e la caduta del tono dei muscoli dilatatori delle vie aeree superiori, la ricerca farmacologia si è indirizzata verso prodotti in gradi di agire a livello dei motoneuroni che innervano tale muscolatura.

Di recente è stato estesa l’indicazione di modafinil, già autorizzato nel 2000 per il trattamento della narcolessia al trattamento dei pazienti con apnea-ipopnea ostruttiva notturna in associazione alla terapia con CPAP per ridurre l’eccessiva sonnolenza diurna. E’ chiaro che si tratta di un farmaco che agisce su un sintomo senza modificare la causa della sindrome. E’ pertanto necessaria l’associazione con la CPAP.

Torna su
   

Medilon

Copyright © 2008 - 2012 QBGROUP spa