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Dettaglio
La scure dei tagli alle risorse si abbatte anche sull’Ecm. E non importa se è considerato uno dei sistemi di formazione continua tra i più avanzati al mondo: nel decreto legge 78/2010 si impone una riduzione del 50% alla spesa per formare il personale della pubblica amministrazione. Di fronte ai tagli previsti, gli esperti si chiedono come valorizzare l’Ecm, facendo sì che le organizzazioni sanitarie interpretino la formazione continua come un investimento, e allo stesso tempo i professionisti selezionino eventi Ecm capaci di garantire un ritorno a questo investimento.
Una soluzione sarebbe «integrare l’Ecm con le attività di sviluppo professionale continuo, perché le ripetute interazioni clinico-assistenziali costituiscono lo stimolo maggiore per approfondire conoscenze e competenze», propone Nino Cartabellotta, direttore del centro studi Gimbe, Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze. Bisognerebbe anche incoraggiare i professionisti a formarsi attraverso sistemi di pay-for-performance, nei quali la retribuzione è correlata a specifici livelli di qualità raggiunti. Altra ipotesi: definire standard di accreditamento professionale, prevedendo anche il periodico mantenimento dell’abilitazione.
Le organizzazioni sanitarie, dal canto loro, dovrebbero davvero credere nell’Ecm come risorsa per portare l’assistenza a un livello di qualità eccellente.
A tutti i protagonisti coinvolti, poi, Cartabellotta chiede di gestire con trasparenza i conflitti di interesse, che potrebbero essere veicolati dagli sponsor: il rischio, infatti, è di modificare i comportamenti professionali solo in senso marketing-oriented.
Fonte: Il Sole 24 Ore Sanità.
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