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Home : Editoriali : Patologie respiratorie

Influenza A

Data aggiornamento: 18/12/2009

Virus influenzali

Pneumonet - Influenza AEsistono tre tipi di virus influenzali: A, B, e C. I virus dell'influenza A sono classificati secondo le loro proteine di superficie, l'emoagglutinina (Ha) e la neuramminidasi (Na): dalle combinazioni di tali proteine derivano le sigle che definiscono i ceppi di ogni epidemia (es.: H5N1).
Sono i sottotipi dell'influenza A ad infettare l'uomo. In particolare, sono stati studiati i ceppi H1N1, H1N2, H3N2 e H2N2.

Quest'ultimo, non infetta l'uomo dagli anni '60. Il virus dell'influenza A può andare incontro a mutamenti genetici ed essere causa di malattia in altre specie animali.

Il virus dell'influenza A può mutare in due modi: uno di questi viene chiamato «drift antigenico» e consiste in piccoli mutamenti genetici che avvengono continuamente. Una persona affetta da un particolare ceppo virale sviluppa anticorpi A; se è in circolo un altro ceppo virale, quegli anticorpi non riconoscono a lungo il nuovo virus e la persona si ammala. E' per questo che la gente può contrarre l'influenza molte volte, ed è per questo che ci si vaccina ogni anno.

L'altro tipo di mutazione del virus si chiama «shift antigenico» e consiste in una combinazione delle proteine N e H che porta ad un nuovo sottotipo dell'influenza A. Se un nuovo sottotipo di influenza A infetta la popolazione umana, e se questa non è capace di elaborare un'efficace risposta immunitaria, si diffonde una pandemia.
Lo shift antigenico avviene raramente.

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