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Home : Editoriali : Attualità sanitaria

Carta del farmaco

Data aggiornamento: 16/06/2006

Carta del farmacoIl farmaco, oltre che bene necessario, è diventato per molti di noi anche un bene di uso quotidiano: il ricorso alle medicine è infatti più semplice ed esteso che in passato.
La diffusione e l'uso dei farmaci è infatti cresciuto grazie alle conquiste della medicina, all’estensione dell’assistenza sanitaria pubblica e alla maggiore autonomia dei cittadini, che risultano essere sempre più propensi all’automedicazione, eludendo il più delle volte il ricorso al proprio medico di medicina generale quale figura professionale in grado di orientare e limitare l’uso dei farmaci.

Questa maggiore dimestichezza nasconde però grosse insidie, perché induce a sottovalutare i rischi inevitabilmente connessi all’uso delle medicine, anche le più conosciute e comuni:
interazioni con altri farmaci o sostanze, errori di dosaggio, effetti collaterali, uso improprio e talvolta abuso sono l’altra faccia di un bene che nasce per curare ma può anche far ammalare.

Il Rapporto sull’uso dei farmaci in Italia del 2004 registra un aumento del ricorso a terapie farmacologiche del 35% negli ultimi 5 anni: il bisogno degli italiani di ricorrere al farmaco, dunque, è in netta crescita, seguendo un trend diffuso anche all’estero, dove il fenomeno è aggravato dalla possibilità di acquistare medicinali anche tramite vie non convenzionali, come internet.
A proposito dei rischi che tutto ciò comporta, il British Medical Journal denuncia che in Gran Bretagna un paziente su 16 viene ricoverato in ospedale per problemi connessi con l’interazione tra farmaci.
In Italia il prof. Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri, sostiene che ogni giorno gli effetti avversi dell’uso dei farmaci spingono circa 410 italiani a ricoverarsi in ospedale.

Come utilizzare bene i farmaci? Quali avvertenze e cautele osservare per ridurre al massimo i possibili rischi?
Per contribuire a rispondere a queste domande, è stata realizzata la Carta del Farmaco: un documento redatto dalla Società Italiana di Scienze Farmaceutiche (SISF) in cui vengono evidenziati i rischi connessi ad un uso scorretto dei farmaci e viene sottolineata l’importanza di una guida nell’assunzione di trattamenti farmacologici.

“Lo scopo della Carta del Farmaco - ha affermato il prof. Rodolfo Paoletti, presidente della SISF, in occasione della presentazione dell’iniziativa - è di riportare nell’opinione pubblica una più corretta considerazione del bene farmaco, finalizzata a un suo uso più responsabile, consapevole e appropriato”.

La Carta contiene dieci semplici regole che ogni cittadino dovrebbe conoscere: cosa è il farmaco, cosa deve contenere, quale è la sua sede naturale di erogazione ovvero la farmacia. Nella Carta si trovano anche le cinque domande fondamentali che il cittadino deve rivolgere al farmacista per tutelare la propria salute.

Tutti i cittadini potranno trovare il ''decalogo'' elaborato dagli esperti della SISF nelle farmacie, mentre per chi naviga su Internet è stato creato un apposito sito con tutti i dettagli sull’iniziativa, all’indirizzo www.cartadelfarmaco.it.

LE DIECI REGOLE DA RICORDARE

Il farmaco:
I

è un bene esistenziale, concepito e prodotto per tutelare la vita e la salute delle persone e per consentire loro di vivere più a lungo e con la migliore qualità di vita possibile

II

deve possedere, per essere utile, tre necessari requisiti: sicurezza (tutti i farmaci possiedono una potenziale tossicità e va dunque salvaguardato il rapporto più favorevole tra i benefici attesi e il rischio di effetti avversi)
efficacia (deve cioè poter modificare il decorso di una malattia o curarne i sintomi o prevenirli) qualità (le specialità medicinali posseggono contenuti e caratteristiche certificati e garantiti in ogni fare di vita del prodotto, dalla produzione alla distribuzione)
a questi tre requisiti deve necessariamente accompagnarsi la condizione dell'impiego corretto e appropriato: il farmaco si usa infatti solo in caso di necessità, alle giuste dosi e per il periodo necessario)

III

possiede inevitabili e forti profili di criticità: tutti i farmaci, compresi quelli da automedicazione acquistabili senza ricetta, esercitano un'attività terapeutica, hanno controin-dicazioni e possono causare effetti collaterali anche gravi. Se assunti insieme ad altri farmaci o ad altre sostanze, come ad esempio l'alcool, moltissimi farmaci possono inoltre dare luogo a interazioni pericolose, procurando gravi danni alla salute

IV

è un prodotto ad altissima specificità composto da due parti inscindibili: quella sostanziale, rappresentata dal principio attivo in esso contenuto; quella formale, altrettanto necessaria, costituita dal complesso di informazioni, indicazioni, avvertenze e consigli per l'impiego forniti dalle aziende che lo producono, dalle autorità sanitarie che lo autorizzano, dai medici che lo prescrivono e dai farmacisti che lo dispensano.

V

è un prodotto destinato a una terapia o a finalità preventive e come tale non si consuma ma si impiega. Proprio per questo, l'erogazione dei farmaci è sottoposta a regole rigide, nel superiore interesse della tutela della salute.

VI

è un bene di salute e non una merce qualsiasi, e come tale non può essere oggetto di sollecitazioni a un maggiore consumo, né trasparenti né occulte: assumere maggiori quantità di farmaci o usarli quando non servono può causare gravi danni alla salute

VII

se usato impropriamente, in assenza di vere malattie o, come spesso accade, per soddisfare spinte psicologiche che andrebbero affrontate in modo diverso, può essere causa di malattie.

VIII

ha la naturale sede di erogazione nella farmacia, presidio di salute aperto a tutti, sottoposto al controllo delle autorità sanitarie e affidato alla responsabilità di un professionista, il farmacista. Ciò per garantire ai cittadini la necessaria sicurezza nell'accesso alle medicine, all'interno di un rapporto fiduciario che si sostanzia nella consulenza e assistenza farmacologica, ovvero l'insieme di consigli e avvertenze per conservare e usare bene i farmaci, anche i più noti e comuni, riducendo i rischi connessi al loro impiego

IX

insieme a un connaturato e non quantificabile valore etico, sanitario e sociale, ha un costo economico, sostenuto dal SSN o direttamente dal cittadino. Usare male i farmaci o sprecarli, dunque, al di là delle possibili conseguenze sulla salute, significa sottrarre risorse che potrebbero essere impiegate per una sanità migliore. Per contro, il farmaco usato con la necessaria appropriatezza è anche un investimento che produce enormi risparmi, eliminando o mantenendo sotto controllo patologia che, altrimenti, potrebbero richiedere ricoveri ospedalieri o altri e più costosi trattamenti e interventi terapeutici.

X

non ha mai lo scopo di sostituirsi a corrette abitudini di vita: non ha senso ricorrere a un farmaco se poi si adottano comportamenti sbagliati, regimi alimentari scorretti o si trascura l'attività fisica. È sbagliato pensare che esiste sempre un farmaco adatto a risolvere i nostri problemi; bisogna invece sforzarsi di capire qual è il modo per conservarsi in buona salute e quali possono essere le cause dei nostri malesseri, con l'aiuto del medico e del farmacista.

Fonte: www.cartadelfarmaco.it

A cura del Dott. Renato De Tullio
Dirigente Medico I° Livello
Unità Operativa di Pneumologia
Policlinico - Bari

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