La Giornata Mondiale contro la Tubercolosi
L’infezione più grave al mondo non è ancora stata debellata, si sta espandendo e interessa anche i Paesi al di fuori del Terzo Mondo. É questo l’allarme che viene lanciato ogni 24 marzo in occasione della Giornata Mondiale contro la Tubercolosi. Anche quest’anno, nell’anniversario della scoperta del bacillo di Koch, si moltiplicano le iniziative per arginare l’infezione che è considerata la più grave al mondo per numero di morti di donne in età riproduttiva e la causa di morte principale nelle persone affette da Hiv o Aids. Si calcola che ogni anno nel mondo questa malattia mieta 1,7 milioni di vittime.
Lo slogan della campagna di quest’anno è I am stopping TB, pensato proprio per coinvolgere il più possibile gli individui in una campagna sanitaria che, al momento, vede un impegno di fondi a livello mondiale che, purtroppo, non sembra più adeguato. Questo anche a causa dello sviluppo e della diffusione di nuovi ceppi della malattia, che risultano essere molto resistenti ai farmaci. Un recente appello di Medici senza frontiere ha sottolineato come i fondi attualmente previsti dalla Ue per la ricerca contro la tubercolosi andrebbero almeno quintuplicati.
- Il sito ufficiale della Giornata Mondiale contro la tubercolosi
- StopTB Partnership
- I dati relativi all'epidemiologia della tubercolosi nel nostro paese (pdf 152 kb - da "Il Ministero della Salute")
Cos'è la Tubercolosi
Annualmente 8 milioni di persone si ammalano di tubercolosi, e quasi 2 milioni ne muoiono in tutto il mondo. Nel 2004, circa 14,6 milioni di persone avevano la TBC attiva, con 9 milioni di nuovi casi. Il tasso di incidenza annuale varia da 356 ogni 100.000 abitanti in Africa a 41 ogni 100.000 abitanti in America.
Per molti ceppi di questa malattia esiste una cura, che è però molto lunga e complessa, e richiede una compliance molto severa. La scarsa adesione alla terapia comporta spesso lo sviluppo di ceppi più resistenti ai farmaci. Inoltre, povertà, malnutrizione e fumo fungono da amplificatori: mentre in condizioni normali una persona su 10 si ammala, in presenza di questi fattori la proporzione sale drasticamente. La diffusione su scala mondiale della malattia è oggi in espansione.





