Il ceppo virale H5N1
Già nel 1997 il ceppo virale H5N1, da cui deriva l'ultima influenza aviaria, è causa di malattie respiratorie acute in 18 persone, di cui 6 muoiono. L'infezione coincide con un'epidemia di influenza nel pollame dell'area di Hong Kong, che viene trasmessa agli umani. La distruzione in pochi giorni di quasi tutti i polli di Hong Kong previene una possibile pandemia.
Sembra che la gravità di questa influenza aviaria sia legata più alla risposta immunitaria che al virus in sé. È stato dimostrato, infatti, che un'eccessiva produzione di citochine (sostanze prodotte dalle cellule immunitarie) provoca polmoniti di origine virale e gravi insufficienze respiratorie.
H5N1 ha un tasso di mortalità tanto alto (70%) da superare quello del virus dell'Ebola. La capacità di diffusione dei virus influenzali dipende, comunque, dal maggiore o minore grado di adattamento del germe all'organismo umano. Questo virus produce delle polmoniti gravi, ma non si lega facilmente alle cellule umane, perché non le riconosce. Inoltre, recenti studi dimostrano che si evolve lentamente, dato il bassissimo coefficiente di riproduzione.



