Indagini terapeutiche: il vaccino
Oltre alla sua virulenza, la pericolosità di H5N1 sta anche nel fatto che una persona infetta diventa contagiosa prima di manifestare i sintomi. È per questo motivo che i medici puntano sulla prevenzione, ovvero, sul vaccino.
Secondo le dichiarazioni rilasciate da una delle aziende americane più famose per la ricerca del vaccino contro il virus influenzale, la Chiron, il vaccino contro il ceppo virale H5N1 sara' pronto dal mese di aprile e, secondo alcuni accordi presi tra l'azienda, il Ministero della Salute e il National Institutes of Health, potra' essere sperimentato entro l'anno, sia in Italia che negli Stati Uniti.
"Il sistema che si usa tradizionalmente per creare un vaccino non si può applicare all'H5N1 - spiega la microbiologa Anna Prete, specializzata in pandemie influenzali - : questo virus è molto aggressivo e infetta le uova embrionali nelle quali si potrebbe far crescere". Una delle soluzioni più accreditate per rendere il virus meno aggressivo, è quello di utilizzare le tecniche della reverse genetics: inserendo un pezzo di materiale genetico di H5N1 in un virus innocuo, si può ottenere un ceppo virale che gli è molto simile strutturalmente ma, nello stesso tempo, capace di innescare una risposta immunitaria efficace, senza essere dannoso.
La 'U.S. Food and Drug Administration' ha approvato quattro diversi farmaci antivirali, comunemente usati contro l'influenza di tipo A: amantadina cloridrato, rimantadina, oseltamivir fosfato e zanamivir. È stato visto che H5N1 è resistente ai primi due, ma non agli ultimi due che, invece, potrebbero funzionare. Ma poiché non possiamo sapere se la prossima pandemia influenzale sarà causata proprio da H5N1, le case farmaceutiche hanno elaborato delle linee guida sulle quali basarsi in caso di emergenza.
INFO vaccino: visita il sito internet National Institute of Health



