La tubercolosi è ancora la malattia infettiva più diffusa nel mondo. I dati, infatti, sono sconcertanti per una patologia che molti danno per debellata.
"Queste cifre sono indubbiamente sconcertanti "spiega il Professor Mario De Palma, Presidente della Federazione Italiana contro la Tubercolosi e le Malattie Polmonari Sociali "perché colpiscono soprattutto l'area vastissima dei paesi in via di sviluppo; anche nei paesi occidentali però la tubercolosi, già data in via di estinzione ha mantenuto valori di prevalenza e di mortalità ancora allarmanti".
I mutamenti epocali hanno sicuramente facilitato la ripresa della tubercolosi. L'Europa ad esempio ha conosciuto un'ondata di immigrazione notevole. In che modo questo panorama si ripercuote sulla diffusione della malattia?
"Questa situazione si è determinata perché l'erronea persuasione di un'eradicazione della malattia ha portato ad una caduta generalizzata della sorveglianza e del controllo ai diversi livelli di responsabilità. A questo atteggiamento si sono aggiunti fattori di ordine sociale quali i flussi migratori, specie se da paesi ad alta endemia tubercolare, la persistenza di sacche di miseria e di emarginazione, soprattutto nelle aree urbane, la diffusione dell'infezione HIV con alta incidenza di co-infezioni tubercolari, l'aumento di casi provocati da ceppi micobatterici resistenti ai farmaci antitubercolari con gravi ripercussioni terapeutiche".
In Italia l'allarme proveniente dall'OMS e dalle Associazioni e Federazioni nazionali ha trovato inizialmente una scarsa risposta in ambito sanitario e nell'opinione pubblica. Manca forse la giusta consapevolezza delle dimensioni del problema?
"La consapevolezza si acquisisce con l'informazione e con l'educazione sanitaria, azioni queste da attivare attraverso tutti i canali disponibili. Recentemente è solo stato fatto un significativo passo in avanti. Dopo un iter lunghissimo, infatti, nel febbraio 1999 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano, ha emanato un "documento di linee guida per il controllo della malattia tubercolare", su proposta del Ministro della Sanità. È auspicabile che questo provvedimento trovi applicazione efficace su tutto il territorio nazionale, soprattutto nei confronti di soggetti e dei gruppi a rischio di malattia.
La Federazione Italiana contro la Tubercolosi e le Malattie Polmonari Sociali gioca un ruolo fondamentale in ambito educazionale e dell'informazione. Quali sono i progetti futuri più significativi?
Oltre ad intensificare la Campagna annuale contro le malattie dell'Apparato Respiratorio la Federazione intende organizzare soprattutto nelle scuole, a richiesta, alcuni incontri didattici con specialisti pneumologi su tutto il territorio nazionale.
Parallelamente è in fase di definizione un progetto di riscontro epidemiologico e di formazione nelle carceri italiane in collaborazione con i Ministeri di Grazia e Giustizia e della Sanità; in tale occasione potrà essere distribuito il materiale didattico dell'OMS, del Ministero della Sanità, della Federazione. E' allo studio, anche con l'ausilio di istituzioni di volontariato, un progetto per migliorare l'informazione, la prevenzione e l'assistenza nei confronti della popolazione immigrata, la cui protezione igienico sanitaria costituisce un dovere primario del nostro paese".
Conclusioni.
In questo panorama si rende pertanto indispensabile imparare a "ripensare" alla Tubercolosi come ad una malattia caratteristica del nostro tempo e richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica ma soprattutto dei medici sul fatto che nella pratica quotidiana si può incontrare la Tubercolosi con facilità maggiore di quanto non siamo abituati a pensare, senza dimenticare che il problema fondamentale della malattia è strategico poiché, con l'aumento dei soggetti colpiti da infezioni HIV (facile terreno di diffusione della Tubercolosi), il mondo è minacciato anche da un'epidemia multiresistente virtualmente incurabile.




