Quali sono le reali prospettive di vita dei pazienti affetti da tumore polmonare?
Le prospettive di vita di questi pazienti sono legate in genere alla radicalità dell'intervento chirurgico, all'assenza di resistenza sia ai farmaci chemioterapici sia alla radioterapia; molto spesso tali prospettive sono legate alla tempestività della diagnosi.
Nella ricerca in medicina, in un lasso di tempo lungo al massimo quanto un passaggio di generazione, si è assistito ad un esponenziale aumento della valutazione della qualità della vita.
I medici hanno da sempre prestato la massima attenzione alla qualità di vita dei loro pazienti, ma al giorno d'oggi, nell'ambito delle malattie tumorali lo fanno spesso in un ottica fuorviante, che induce molti di loro a sconsigliare tout court la chemio e la radioterapia in base al preconcetto che questi trattamenti debbano obbligatoriamente peggiorare la qualità della vita
Qual è il principale obiettivo del medico nella gestione dei pazienti con patologie croniche?
Nelle patologie croniche il principale obiettivo non è la guarigione ma il loro controllo, incluso quello dei sintomi. Premesso che anche dal tumore polmonare si può guarire, comunque per guarire definitivamente da una malattia è accettabile il prezzo da pagare in termini di effetti indesiderati della cura: nella maggior parte dei casi di questa malattia gli effetti indesiderati possono essere contenuti mediante l'adeguata prevenzione della tossicità, la corretta conduzione del trattamento anti tumorale ed un rigoroso sollecito monitoraggio del paziente.
Qual è il ruolo della chemioterapia nei pazienti affetti da carcinoma polmonare e fino a che punto il trattamento chemioterapico dei soggetti con patologia cronica influenza la sopravvivenza del paziente?
Il più delle volte questo tipo di influenza avviene soltanto in modo relativamente marginale, ma non per questo insignificante. D'altra parte, gli effetti collaterali sono attualmente prevenibili o efficacemente dominabili al 99%, ed i costi di un ottimale terapia di supporto alternativa sono risultati superiori a quelli della chemioterapia. Per quanto riguarda le forme avanzate di carcinoma polmonare la chemioterapia influenza di poco la sopravvivenza ma è in grado di migliorare positivamente la qualità di vita in quanto molto spesso essa riduce molti dei sintomi quali tosse, dolore, dispnea, ecc. che assai frequentemente si ripercuotono molto negativamente sulla qualità di vita.
Esistono strumenti di valutazione della qualità della vita più efficaci?
I fattori che concorrono sono effettivamente moltissimi e tutti molto importanti: la sicurezza di sé, gli ideali e le aspirazioni, i conflitti emotivi, il grado di tolleranza e la frustrazione possono influire sulla percezione di benessere o di malessere del paziente. Attualmente esistono, peraltro, specifici strumenti di valutazione. Si tratta di scale realizzate all'estero e validate internazionalmente, da impiegarsi nella ricerca con il malato portatore di tumore polmonare, di cui disponiamo un adattamento italiano con uno specifico modulo per il polmone. E' comunque essenziale l'apporto dell'entourage familiare senza trascurare l'ausilio anche psicologico delle numerose associazioni di assistenza al malato oncologico, specie se in fase pre-terminale o terminale.




