Le malattie dei polmoni in un trattato di cent’anni fa
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A cura del
Prof. Giuliano Lenci Già Primario di Pneumologia Padova |
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Il testo di medicina interna che gli studenti e i medici italiani adoperavano per la loro formazione professionale fino agli anni Trenta del Novecento, finchè venne introdotta la classica opera di Micheli-Ceconi, era il “Trattato di patologia speciale medica e terapia” del Clinico di Lipsia Adolfo Strümpell. Alla prima edizione in tedesco del 1884 erano seguite molteplici riedizioni e traduzioni, persino in turco e giapponese, via via sufficientemente aggiornate in quei decenni di avanzamento scientifico e tecnologico. Dalla edizione italiana della Vallardi del 1914 (la 18° in Germania) abbiamo inteso recuperare la posizione quantitativa delle malattie polmonari, di quella materia cioè che soltanto nella seconda metà del Novecento sarebbe poi stata indicata con il termine di pneumologia. Rispetto alla situazione del nostro tempo appare innanzitutto evidente nel complesso dell’opera una preponderante trattazione delle malattie infettive generali acute. Tra le malattie degli organi respiratori la parte relativa alla tubercolosi polmonare occupa quasi la metà del totale ad esse dedicato. In seconda posizione compaiono, con un quarto di spazio, la Pneuomonite catarrale (Broncopneumonite, Pneumonite lobulare) e la pneumonite crupale (Pneumonite fibrinosa. Pleuropolmonite). In misura decrescente sono inseriti piccoli capitoli relativi all’enfisema polmonare (Ectasia alveolare. Volumen pulmonum auctum), gli stati atelettasici (Atelettasia polmonare, l’Indurimento bruno dei polmoni (Polmoni cardiaci). Ad un medesimo capitolo, comprendente i “Tumori dei polmoni. L’echinococco e la Sifilide polmonare” sono dedicate complessivamente 3 pagine, di cui 2 esclusivamente alle neoformazioni primarie del polmone. Il cancro polmonare si presenta soprattutto “negli individui di età inoltrata, che hanno varcato i 40 anni” . Risultano rari i carcinomi secondari a quello primitivo polmonare ( metastatici ). Nella maggior parte dei casi i sintomi clinici sono difficilmente interpretati con esattezza al principio della malattia neoplastica, attribuiti in generale alla bronchite cronica, alla tubercolosi e alla pleurite. Soprattutto nei vecchi la malattia può avere un decorso latente. Non di rado il primo sintomo è una piccola emottisi o lo sputo sanguigno con lo speciale aspetto di gelatina di lamponi. Significato diagnostico ha il reperto di granuli grassi all’esame microscopico (“verosimilmente cellule cancerose in degenerazione grassa”). Testimonianza del valore rilevante che ancora si conferisce alla semiotica fisica nella diagnostica del torace è la segnalazione che “l’esame radioscopico dei polmoni è d’importanza quasi maggiore della percussione e dell’ascoltazione”. Grande valore diagnostico si riconosce alle manifestazioni conseguenti alla compressione di vasi, nervi e altri visceri del decorso della malattia, la cui durata oscilla da mezzo anno a due anni, mentre la cura è soltanto sintomatica. In questo stesso trattato di Strümpell le malattie della pleura sono considerate in un autonomo capitolo, mentre l’asma bronchiale viene inserita a parte nelle malattie della trachea e dei bronchi.






