Sette giorni di esami gratuiti, di informazione e di sensibilizzazione.
Questo è il programma della Settimana del respiro, dal 25 fino al 30 maggio, e che si appellerà a tutti gli specialisti italiani per far conoscere, prevenire e combattere i sintomi di una cattiva respirazione.
Come? Con la spirometria: uno strumento diagnostico particolarmente efficace e diffuso in quanto standardizzato, indolore, facilmente riproducibile e oggettivo. Un esame a disposizione di tutti, gratis, in tutti i centri che saranno allestiti nelle principali città italiane.
Sottoporsi ad una spirometria vuol poter dire sollevarsi da ogni dubbio riguardo a possibili patologie dell’apparato respiratorio. Un’eventualità non così remota, se si considerano i crescenti numeri delle patologie respiratorie. «Solo per le più grandi malattie croniche respiratorie - sottolinea il professor Franco Falcone, membro del comitato Anno del respiro 2009 per conto dell'Aipo - come asma, enfisema e bronchite cronica, i malati sono quasi 10 milioni. Il cancro del polmone miete ogni anno più di 33mila vittime e la sopravvivenza e' molto breve. Attendiamo per i prossimi 20 anni l'esplosione delle malattie respiratorie croniche che saranno al primo posto nel ranking mondiale delle morti e tutto ciò soprattutto per la qualità dell'aria».
Numeri che sottolineano ancora di più l’importanza di prendere coscienza delle grandi problematiche, anche sociali ed economiche, legate alle malattie respiratorie. «Sono oltre 80mila i morti ogni anno e oltre 600mila i ricoveri per queste cause, senza contare le giornate di lavoro perse e la ridotta qualità della vita – ha sottolineato il professor Centanni, presidente eletto della Simer - Ogni giorno i polmoni filtrano 25mila litri di aria. Il polmone e' un filtro da proteggere perché non si può cambiare».
L'iniziativa promossa da Aipo (Associazione italiana Pneumologi ospedalieri), Simer (Società italiana Medicina respiratoria) e Uip (Unione italiana Pneumologia) e sotto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri, del ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, punta quindi alla prevenzione, sottolineando come, con l’aumento della vita media, si debba proteggere l'organismo fin dalla nascita, intervenendo direttamente sugli stili di vita.
La Redazione di Pneumonet



