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TBC Day 2011

Data aggiornamento: 22/03/2011
Tubercolosi in aumento in Europa, il 24 marzo è la Giornata mondiale

Almeno 4.500 casi all’anno solo in Italia; due milioni di morti nel mondo; due miliardi di persone (un terzo della popolazione mondiale) portatori di un’infezione latente; centinaia di migliaia di pazienti affetti da una forma non trattabile.
Questi sono i numeri della tubercolosi una malattia che – soprattutto in Occidente – sembra richiamare scenari di un lontano passato, e invece è ancora pericolosa e presente. Soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, certo, ma anche da noi la sua incidenza sta tornado ad aumentare. E’ proprio di qualche settimana fa la notizia della diffusione del batterio in una scuola elementare di Milano, con dodici bambini infettati e 155 positivi al test di Mantoux.

Uno segnale d’allarme che si inserisce in uno scenario preoccupante, come quello emerso dal rapporto «Tuberculosis surveillance in Europe 2009», che ha evidenziato come in Europea si sia registrata un'incidenza tra le più alte a livello internazionale, con circa 40mila i casi di tubercolosi tra i bambini registrati negli ultimi 10 anni. Ma il dato più preoccupante è che l’Europa è anche l’area mondiale dove si stanno maggiormente diffondendo i ceppi del batterio resistenti alle cure.
Inoltre, essendo la malattia diventata più rara nel nostro Paese negli ultimi cinquant’anni, i nostri professionisti della salute sono acnhe meno preparati a riconoscerla e affrontarla. Per riportare la tubercolosi al centro del dibattito sanitario-politico globale, torna il prossimo 24 marzo la Giornata mondiale per la lotta al tubercolosi.

Il tema di quest’anno riprende quello di grande successo dell’anno scorso, organizzato dall’associazione StopTB Italia: «Le suoniamo alla tubercolosi».
L’iniziativa comprende una serie di eventi in tutta Italia con il duplice scopo di sensibilizzare la popolazione su questa malattia in ogni suo aspetto, dalla prevenzione alla cura, passando per la non discriminazione del malato, e di raccogliere fondi per il Progetto Gugulethu, che mira ridare speranza ad una comunità di famiglie sudafricane colpite dal contagio e interrompere la trasmissione dell’infezione.
L’evento principale avrà luogo a Milano, in Loggia dei Mercanti, dove si terrà un concerto di ben dodici ore con l’alternarsi di diversi gruppi musicali. Inoltre è prevista la distribuzione di materiale informativo presso un gazebo situato in Via dei Mercanti.

Per predisporre un piano idoneo a fronteggiare la situazione, il 23 marzo prossimo, a Roma, si incontreranno medici, politici e rappresentanti delle istituzioni. All’incontro seguirà una conferenza stampa in Senato. «Occorre sorvegliare i luoghi in cui la trasmissione è più facile – sostiene Luigi Codecasa, responsabile del Centro regionale di riferimento per il controllo della tubercolosi in Lombardia - come i dormitori per i senzatetto, le carceri e gli ospedali, dove possono essere ricoverati malati che non hanno ancora una diagnosi.
Ma va comunque ricordato che i casi di trasmissione da immigrati a italiani non sono frequentissimi e talora, anzi, abbiamo verificato il contrario. A questo proposito è importante notare che la malattia non ha relazioni tanto con la clandestinità quanto con il disagio e la povertà».

Intanto, buone notizie arrivano dal fronte della ricerca. E’ infatti stato reso noto in questi giorni che uno studio dell’Imperial College di Londra avrebbe individuato una proteina prodotta dal batterio della tubercolosi che potrebbe essere utilizzata come target per la realizzazione di un nuovo e più efficace vaccino contro questa malattia.
«La proteina si chiama EspC, viene prodotta dal batterio responsabile della tbc e provoca una risposta immunitaria particolarmente forte – ha spiegato Ajit Lalvani, autore dello studio - Ciò renderebbe questa proteina un candidato ideale per una nuova classe di vaccini che possano stimolare una più efficace reazione di sistema immunitario».

La Redazione di Pneumonet

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