Le FAQ sull'Asma
- Come viene classificata l'asma e come si cura?
- Quali sono i controlli più frequenti per monitorare la malattia?
- Cos'è la spirometria?
- Cos'è il PEF e come si misura?
- Come funziona l'autogestione della malattia?
- Si può guarire dall'asma e come?
Come viene classificata l'asma e come si cura?
Secondo il documento delle Linee Guida GINA 2007, conseguentemente a precise e semplici valutazioni cliniche e strumentali, l'asma viene suddivisa schematicamente in cinque stadi ai quali corrispondono diversi approcci farmacologici.
I cinque stadi in cui viene classificata l'asma bronchiale sono:- I stadio: non viene consigliata alcuna terapia continua, ma solo broncodilatante al bisogno, con farmaci caratterizzati da pronto impiego e rapido sollievo dei sintomi (ad esempio: terbutalina solfato, salbutamolo, fenoterolo bromidrato, procaterolo cloridrato emidrato, salbutamolo solfato e similari).
- II stadio: è consigliata terapia di fondo con farmaci antinfiammatori steroidei a basso dosaggio (cortisonici come: beclometasone dipropionato, fluticasone propionato, flunisolide, budesonide) o cromoni per l'età pediatrica (ad esempio: Lomudal, nedocromile sodico), per via inalatoria. Possono essere utilizzati anche i farmaci appartenenti alla classe degli antagonisti recettoriali dei leucotrieni (ad esempio: montelukast sodico, che possono essere utilizzati sia in età adulta che pediatrica). I farmaci di quest'ultima categoria hanno rappresentato una novità degli ultimi anni nella terapia dell'asma bronchiale, in quanto non appartengono alla categoria dei cortisonici, e sono assunti per via orale. Al bisogno, cioè in caso di comparsa di sintomi dell'asma, si utilizzano gli stessi farmaci che nello stadio I.
- III stadio: Alla terapia consigliata per lo stadio II si aggiungono farmaci broncodilatatori a lunga durata d'azione (come salmeterolo xinafoato, formoterolo fumarato, salmeterolo xinafoato), oppure teofillinici, che sono dei farmaci broncodilatatori che vengono assunti per via orale (teofillina anidra ed altri). E' consigliato utilizzare i costicosteroidi e i broncodilatatori in combinazione precostituita per facilitare l'aderenza del paziente alla terapia.
- IV stadio: come per lo stadio III ma utilizzando i corticosteroidi a dosaggio medio.
- V stadio:utilizzare il dosaggio alto di costicosteroide nella combinazione corticosteroide + broncodilatatore. A questa si aggiungono cortisonici per via sistemica (orale o intramuscolo o endovena) e/o farmaci anticorpo monoclonali anti IgE nei pazienti allergici ad allergeni perenni e con livelli di IgE totali compresi fra 30 – 700 U/mL. E' consigliato utilizzare tutte le opzioni terapeutiche disponibili.
Accanto alla terapia farmacologia viene raccomandato anche la presentazione di un programma educazionale sull'asma e adeguata informazione di prevenzione ambientale e immunoterapia quando indicata.
La collocazione di un paziente in uno degli stadi OMS, spetta al medico curante (meglio se specialista) che effettuerà i rilievi clinico-strumentali opportuni.
In merito all'utilizzo delle combinazioni precostituite di corticosteroide e broncodilatatore è stato dimostrato che la combinazione budesonide/formoterolo può essere utilizzata sia come terapia di fondo che come uso al bisogno ottenendo un buon controllo dell'asma e delle riacutizzazioni (Strategia SMART)
Quali sono i controlli più frequenti per monitorare la malattia?
Tra i rilievi strumentali che permettono di integrare le informazioni clinciche citiamo la spirometria e la misurazione periodica del picco di flusso espiratorio (familiarmente PEF) con l'obiettivo di porre e mantenere l'asma sottocontrollo. Recentemente sono stati mesi a punto dei validi e facili questionari che il paziente può compilare e che consentono al medico di ricavare utili informazioni per valutare il grado di controllo dell'asma.
Cos'è la spirometria?
La spirometria è un esame semplice, che consiste nella misurazione dei volumi polmonari. Si effettua ambulatoriamente e consente di determinare la presenza o meno di una ostruzione bronchiale (elemento che caratterizza l'asma bronchiale e le malattie ostruttive in generale). Può essere ripetuto ad intervalli periodici, per controllare l'effetto delle terapie e l'evoluzione della malattia.
Cos'è il PEF e come si misura?
Lo stato di salute quotidiano, e nel periodo tra due visite di controllo, può essere invece registrato dalla misurazione quotidiana del PEF (picco di flusso espiratorio). Al paziente viene consegnato un piccolo apparecchio tascabile (le cui dimensioni, a seconda dei modelli, variano da quelle di una piccola scatola a quelle di un piccolo cilindro) che misura la "forza" espiratoria del paziente, al mattino e la sera. I valori registrati (sempre prima della eventuale somministrazione di farmaci antiasmatici) andranno a costruire un grafico che, presentato al medico, gli consentiranno di formulare un giudizio più completo sulle condizioni del paziente.
Come funziona l'autogestione della malattia?
Nel documento sull'asma bronchiale, gli esperti hanno dedicato un capitolo all'autogestione della malattia, ivi incluso il comportamento che il paziente deve attuare in caso di crisi d'asma. Il paziente viene istruito ad attuare le misure terapeutiche farmacologiche in suo possesso (broncodilatatori a rapida azione) prima di ricorrere al medico (sia per via telefonica che presso l'ambulatorio): spesso, tali misure sono in grado di arrestare la crisi sul suo nascere, o comunque di ricorrere alle cure mediche non in condizioni di emergenza, il che rende più problematica la gestione della crisi. Infine, il paziente (ed i suoi familiari) deve imparare a distinguere una crisi grave: in tale evenienza, non deve essere perduto tempo in inutili telefonate, bensì fare ricorso, entro il più breve tempo possibile, alle cure del più vicino Pronto Soccorso.
Si può guarire dall'asma e come?
In seguito alla corretta impostazione della terapia, un paziente può migliorare al punto che la sua asma passi ad uno stadio inferiore, fino a diventare asintomatico. L'opinione corrente, è quella di protrarre la terapia per un periodo lungo. La durata della terapia dovrebbe essere direttamente proporzionale alla durata della malattia asmatica (Ad esempio: un'asma insorta da poco tempo andrebbe curata per un breve periodo).
A cura del Dott. Renato De Tullio
U.O. di Malattie App. Resp. 2 Bari



