Asterdam, 24-29 settembre 2011

Congresso ERS 2011
Si è appena concluso l’annuale congresso della European Respiratory Society, la prestigiosa società che conta quasi 20.000 sanitari iscritti, (24 al 29 settembre, ad Amsterdam).
L’appuntamento riunisce una volta l’anno, in una città Europea, gli esperti e i professionisti specialisti nelle malattie respiratorie per uno scambio di punti di vista e di conoscenze di alto livello, un punto d’incontro tra la ricerca di base e la ricerca clinica.
Il presidente in carica, Decramer ha rilevato come le malattie respiratorie siano la prima causa di malattia e morte in Europa, e 1 persona su 4 corre il rischio di sviluppare una BPCO nel corso della propria vita, una evenienza più alta che ammalarsi di neoplasia della mammella o della prostata.
Alle sessioni di lavoro plenarie , si sono affiancati anche questo anno 19 master che spaziavano dalla chirurgia mininvasiva, alla puntualizzazione dello stato dell’ arte delle cure dell’ asma in pediatria, allo studio genetico e dei biomarker sino alla istituzione di servizi per la disassuefazione al fumo di sigaretta e 18 sessioni di lunch time meeting hanno permesso a piccoli gruppi di medici di confrontarsi con gli opinion leader del settore.
Novità di questa edizione sono state:
Il corso Hermes per i pediatri.
Aggiunto questo anno al programma educazionale Hermes per patologie dell’ adulto offerto da ERS ai propri iscritti per certificarne l’ apprendimento a livello Europeo.
Il primo simposio aperto ai pazienti e a membri del pubblico che ha offerto ai malati l’opportunità di parlare con gli esperti e di essere ascoltati, e di poter seguire il dibattito a distanza su Twitter o Facebook.
Il paziente come partner della ricerca è stato l’oggetto di un altro meeting congressuale, nel quale si sono tracciate linee di cambiamento della sperimentazione e di arruolamento dei malati.
Al personale sanitario, coinvolto nei servizi di rianimazione e primo soccorso è stata riservata una intera giornata di approfondimento e di condivisione delle recenti metodiche per il lavoro di squadra nell’ emergenza.
Le giornate si sono concluse con l’appuntamento a Vienna nel 2012, con il focus sui progetti Europei permetteranno di redigere le linee guida della 2020 European Respiratory Roadmap.
Press releases
- Nuova metodica nella diagnostica per immagini del K polmonare.
J. Coolen e il suo gruppo dell’Ospedale Universitario di Leuven, Belgio, ha dimostrato come la Risonanza magnetica con imaging di diffusione, migliora l’accuratezza della diagnosi del cancro del polmone.
Lo studio si è svolto su 50 pazienti, che Tac e RMi convenzionali avevano catalogato come: 33 positivi, 7 negativi e in 10 casi in cui non si era giunti alla diagnosi di certezza.
Il giorno prima dell’intervento i pazienti sono stati sottoposti alla nuova diagnostica, non invasiva e senza esposizione a radiazioni, che studia i movimenti dell’acqua nel tessuto polmonare . La metodica ha corretto la diagnosi nei 10 casi incerti di neoplasia e si è dimostrata più efficace nel discriminare il tessuto infiammatorio dalle lesioni neoplastiche. Il Presidente dell’ERS, Decramer, si augura che la metodica possa migliorare l’outcome e la qualità di vita dei pazienti.
- Rischio per i ciclisti delle grandi città
Lo studio inglese condotto dal prof. Grigg ha dimostrato che i ciclisti delle grandi città europee hanno maggior rischio di inalare particelle di carbone rispetto ai pedoni. La combustione di idrocarburi genera una grande quantità di polveri che inalate causano gravi danni alla salute inclusi aumento del rischio di insufficienza respiratoria e cardiaca.
Su un campione esiguo, sono stati osservati 5 ciclisti e 5 pedoni, tutti adulti sani, non fumatori e di età compresa tra i 18 e i 45 anni, Il riscontro di granuli di carbone nei macrofagi dell’ espettorato dei ciclisti è risultato di 2.3 volte superiore rispetto ai pedoni. I ricercatori pensano che la causa sia la profondità e la frequenza degli atti respiratori dei ciclisti e non una semplice casualità. l’outcome e la qualità di vita dei pazienti.
- Focus su BPCO e qualità di vita
I pazienti affetti da Bpco, anche se in età ancora attiva, raramente possono condurre una vita normale:
l’80% dichiara di non poter attendere alla cura della famiglie e dei figli, il 52% di aver ridotto la frequentazione sociale a causa della tosse imbarazzante mentre un terzo dei pazienti non sa programmare il proprio futuro lavorativo.
Questi risultati danno un quadro preoccupante dell’impatto della malattia sia sul piano economico sia sociale considerando il numero degli ammalati di 210 milioni al mondo e frequentemente di età inferiore ai sessantacinque anni.
Monica Fletcher responsabile dell’European Lung Fundation rileva la necessità di campagne di prevenzione, diagnosi precoce e gestione della malattia per contenere la spesa sanitaria futura. l’outcome e la qualità di vita dei pazienti.
- Abitare in zone umide acuisce la BPCO
Inglese lo studio che riporta che i malati di BPCO che abitano in riva ai fiumi e in vallate umide ricadono più facilmente durante i periodi di nebbia intensa.
Le gocce d’acqua si caricano d’inquinanti e di particolato che sono inspirati e poi rimangono nei polmoni scatenando la sintomatologia. l’outcome e la qualità di vita dei pazienti.
- Rari tumori polmonari associati agli ovini
L’adenocarcinoma pneumonic-like, si sviluppa 5 volte più frequentemente in pazienti che hanno lavorato con capre e pecore, e nel tentativo di comprendere l’ eziopatogenesi sembra vi sia una relazione con virus che crescono nel polmone degli animali.
Lo studio del francese Girard, ha esaminato 44 pazienti ammalati e tutti erano stati esposti al contatto con pecore e capre, mentre vi era una scarsa esposizione al fumo.
Altra particolarità, più donne ammalate che uomini, i dati non sono sufficienti ma suggestivi, per concludere che l’ esposizione agli animali sia un fattore di rischio. l’outcome e la qualità di vita dei pazienti.
- Obesità e asma
L’obesità è da sempre considerato fattore di co morbidità per diabete e malattie di cuore mentre Ben Brumpton della University of Science and Technology norvegese, ha misurato la circonferenza addominale di oltre 23.000 pazienti adulti sani che ha seguito nel corso di 11 anni dimostrando come l’obesità centrale aumenta di 1,5 volte il rischio di ammalarsi di asma e la super obesità di 2 volte.
Non è chiaro il motivo di questa relazione ma probabilmente la causa va ricercata nelle tipiche alterazioni metaboliche legate alla obesità patologica. l’outcome e la qualità di vita dei pazienti.
- Bere alcoolici previene l’asma
Uno studio durato 8 anni, su 19348 gemelli che hanno completato un questionario sull’ assunzione di alcoolici, ha dimostrato che bere moderatamente alcoolici riduce il rischio di asma bronchiale.
Astemi e forti bevitori hanno invece un rischio aumentato di malattia.
A cura della redazione di Pneumonet




